Il progetto

L’Atlante dell’Architettura Rurale:

Cosa è? L’atlante dell’architettura rurale è un attivatore di iniziative incentrato sulla valorizzazione del patrimonio rurale architettonico e paesaggistico montano.

Chi lo promuove? L’idea dell’Atlante e il suo progetto di sviluppo si costituiscono attorno all’Associazione Impresa Sociale ISOIPSE che si occupa di tutela, promozione e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale del territorio dolomitico.

Quali sono gli obiettivi? L’obiettivo cardine del progetto è la diffusione di consapevolezza sul valore dell’architettura e del paesaggio rurale. I principali fruitori di questa consapevolezza sono gli abitanti del luogo, manutentori del patrimonio, e tutti i visitatori appassionati al tema e/o ai territori montani.

Perché costruirlo? La ruralità è essenza ed espressione di una comunità e del suo territorio; pertanto si parla di un delicato equilibrio tra attività antropiche e caratteri naturali, tra saperi e culture che vengono dal passato ma che sono sempre proiettate al futuro. Per questa difficile interpretazione il patrimonio rurale soffre spesso ingiuste manomissioni o snaturate riconfigurazioni. Per garantire un equilibrio c’è bisogno di conoscenza ed è proprio con questo intento che le iniziative dell’Atlante si muovono nel e per il patrimonio rurale.

Quali sono i territori? L’Atlante esplora territori montani in quanto grandi conservatori di paesaggi rurali che, proprio per le caratteristiche tipiche della montagna, definiscono una ricchezza di contesti che varia da valle a valle e da quota a quota.
Le prime esplorazioni si sono concentrate nei territori del Feltrino e della Valbelluna (Provincia di Belluno). Sono in programma nuove esplorazioni nelle regioni storico-geografiche dell’Alpago, del Cadore e del Zoldano.

Quali sono gli esiti? Le esplorazioni e le ricerche sull’architettura e sul paesaggio rurale vengono sistematizzate all’interno di quaderni. Ogni quaderno rispecchia una struttura comune che descrive: l’insediamento, l’architettura, il paesaggio agrario e un approfondimento tematico. I quaderni raccontano i contesti rurali attraverso fotografie che visualizzano il paesaggio e cartografie che spazializzano i tanti caratteri di ruralità.

Come lavoriamo? Le nostre ricerche si svolgono prevalentemente in due direzioni. La prima è l’esplorazione sul campo attraverso visite, uscite fotografiche e chiacchierate con abitanti, frequentatori, conoscitori dei luoghi. I contesti scelti vengono visitati diverse volte durante l’anno, sia per cogliere le sfumature stagionali, sia per completare particolari operazioni come le mappature di elementi del paesaggio o per arricchire i nostri archivi fotografici.
La seconda direzione è quella dello studio bibliografico e archivistico. Oltre alla ricerca in diverse letterature (pubblicazioni storiche, articoli scientifici, tesi di laurea, articoli di giornali, ecc.) una preziosa fonte per il nostro lavoro è il fondo Elio Migliorini che raccoglie 1200 fotografie sulle case rurali delle vallate bellunesi scattate tra il 1925 e il 1955 e che è conservato al Museo Etnografico della Provincia di Belluno e del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Attorno a questi quaderni si muovono tante altre iniziative come eventi, presentazioni, visite, dibattiti e mostre, tutte incentrate sull’obiettivo cardine del progetto, ovvero, diffondere consapevolezza.

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